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Commedie Italiane

Prosa SPETTACOLO IN SCENA

09 novembre - 26 novembre 2017

Che classe

di Veronica Liberale regia di Marco Simeoli

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

lacenaperfetta2017-18

30 novembre - 17 dicembre 2017

La cena perfetta

di Sergio Pierattini
regia di Nicola Pistoia

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

ilclubdellevedove2017-2018

19 dicembre - 07 gennaio 2018

Il club delle vedove

di Ivan Menchell
regia di Silvio Giordani

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Sabato 2 Dicembre ore 17.30 al Martinitt si va in scena per sostenere ActionAid Milano​ ed il progetto "L'Italia del futuro". Divertiti a teatro e realizza con noi il cambiamento!


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Che classe

Una commedia leggera che tuttavia invita a riflettere su tanti argomenti attuali: il rapporto con i genitori, il matrimonio, l’immigrazione, la violenza nella coppia. Sicuramente una buona idea per trascorrere una serata con tutta la famiglia.

Che classe

Questa volta la domanda esistenziale è declinata in essere-per-essere. I rappresentanti di varia umanità approdano nelle aule di una scuola serale per non rassegnarsi al ruolo che la vita ha ritagliato loro.

Che classe

In questa commedia semplice, ma reale, tra quattro banchi di scuola, una lavagna e un calendario che segna lo scorrere del tempo, viene messo in scena l’individuo ormai adulto che sente la necessità di generare, di creare...

Che classe

Attraverso l’attenta caratterizzazione dei suoi personaggi “Che classe” propone un’analisi ben approfondita di alcuni aspetti del carattere umano e della società della quale facciamo tutti (consapevoli o meno) parte, affrontando con ironia, e anche un pizzico di drammaticità, temi come il razzismo, il matrimonio, l’importanza di essere qualcuno nella società, la formazione, il costante confronto-scontro genitore-figlio, l’affermazione di sé stessi, la paura e la voglia di amare, la violenza sulle donne.

Che classe

Uno spettacolo che fa sorridere ma anche pensare. In modo ironico e leggero vengono affrontati diversi temi: il razzismo, il matrimonio, l'importanza di essere qualcuno nella società, la formazione, il costante confronto genitore- figlio, l'affermazione di sé stessi, la paura e la voglia di amare.

Divina

Oltre alle risate e ai sorrisi che Divina, il fashionista Eros, Emilie, Jean Louis e Jean Baptiste regaleranno, il vero cadeaux di Divina allo spettatore è una bella riflessione circa la vacuità dell’effimero e la vera sostanza di cui è composto ciò che brilla (quanto realmente?) negli schermi.

Divina

Tu fai ridere tutti, ma chi fa ridere te?
Forse me stessa allo specchio! (Ride, ndr). Non lo so, difficile rispondere.

Divina

La sua vita vuota, fatta di vendette, stratagemmi e giochi sporchi, riesce, nonostante tutto, a commuovere il pubblico durante il suo momento d’introspettiva finale. Attorno a lei, quattro personaggi indispensabili per condire e impepare una “sensualmente ironica” commedia, dalla lingua censurata.

Divina

Un’interpretazione appunto divina della protagonista che di certo non deluderà le aspettative. Occhi puntati su di lei per tutto lo spettacolo. Divertimento assicurato con Anna Mazzamauro, una star popolare che vi accompagnerà tra risate e comicità, per una serata all’insegna della leggerezza, ma che vi farà anche riflettere sulla condizione dell’essere.

Divina

Quello che ne emerge è il ritratto di una donna che ha cambiato la storia della tv, testarda, intraprendente, sicura di sé, visionaria. Ma anche, al tempo stesso, una donna che ha votato tutta la sua vita al lavoro, anche a discapito delle sue relazioni personali.

Divina

Lo spettacolo diverte per le innumerevoli gags ed è impreziosito da un buon cast di attori. Su tutti Anna Mazzamauro, effervescente, brillante, ben supporta anche dai vistosi e vaporosi costumi di scena, grintosa al punto giusto. Degli altri attori piace, in particolare, Lorenzo Venturini (Eros) che ben interpreta uno stilista, gay solo per opportunità lavorative nell’ambiente della moda e della tv. Meritati gli applausi per Giorgia Guerra nei panni della giovane Emilie, disinvolta nella sua metamorfosi da impacciata a spigliata conduttrice.

Divina

Assolutamente da non perdere!! Sarà un’occasione unica per applaudire una travolgente Anna Mazzamauro, più che mai energica, vitale, piena di verve e d’impeto!

Divina

Due ore di risate, a volte anche grasse, assieme ad Anna Mazzamauro, protagonista di “Divina”. L’attrice, in barba ai prossimi 79 anni che compirà il primo dicembre prossimo, sul palcoscenico è ancora una vera e propria bomba di grinta, simpatia, comicità e bravura.

Divina

Abbiamo assistito alla prima assoluta per Milano dello spettacolo “Divina” al Teatro Martinitt e le prime parole che mi vengono in mente sono proprio: DIVINA! Sì perché l’interpretazione straordinaria dell’intramontabile Anna Mazzamauro non ha deluso assolutamente le aspettative, anzi, la sua bravura, la classe, l’eleganza e lo straordinario fascino hanno fatto si che gli occhi del pubblico fossero tutti per lei.

Ho adottato mio fratello

Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia degli ultimi anni - pigra, litigiosa e un po’razzista.

Divina

Con la straordinaria interpretazione dell’intramontabile Anna Mazzamauro, sbarca sul palcoscenico del Martinitt una prima assoluta per Milano. Una brillante commedia francese, riadattata dalla stessa Mazzamauro, che -tra ironia, veleno, rancore e vendetta, ma anche toccanti introspezioni- pone ancora una volta l’amletico dubbio: essere o non essere? Per Divina (e non solo) è tempo di gettare la maschera e quel che c’è dietro potrà non piacere…

Divina

La nuova commedia sembra cucita a pennello addosso alla personalità forte, esplosiva e dirompente di Anna Mazzamauro, che incarna alla perfezione il titolo e interpreta magistralmente il copione, da lei stessa riadattato. Una commedia glamour che racconta la solitudine di chi si perde dietro un altro se stesso, lo squallore dietro i lustrini, la trappola dell’effimero, l’ineluttabilità del vero essere.

Jena ridens - una rapina in diretta

A mano a mano che si procede nella commedia quelle che nel primo atto erano da parte del pubblico risate di consenso, nel secondo atto sono diventate più amare, perché si cominciava a capire il vero senso della commedia.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Consigliatissimo, dunque, questo spettacolo: ricco di sincera comicità, interpretato da attori all’altezza del compito che hanno ricevuto, molto attuale e coinvolgente per trama e temi. Da andare a vedere, con la speranza che anche l’edizione di quest’anno del Concorso Una commedia in cerca di autori, la quinta dalla nascita dell’iniziativa, porti frutti così buoni.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Un autore dovrebbe sempre considerare che le commedie, perché valga la pena siano ricordate, dopo aver fatto ridere devono anche far pensare. E qui si ride, ci si ritrova, si considerano le cose in prospettiva. La comicità muscolare non fa bene al cervello, la comicità di Bedda Maki ha invece sicuramente la stessa quantità di fosforo del pesce del quale parla.

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