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Commedie Italiane

Prosa SPETTACOLO IN SCENA

19 ottobre - 05 novembre 2017

Divina

di Jean Robert-Charrier regia Livio Galassi

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

checlasse

09 novembre - 26 novembre 2017

Che classe

di Veronica Liberale
regia di Marco Simeoli

Prosa PROSSIMO SPETTACOLO

lacenaperfetta2017-18

30 novembre - 17 dicembre 2017

La cena perfetta

di Sergio Pierattini
regia di Nicola Pistoia

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Sabato 2 Dicembre ore 17.30 al Martinitt si va in scena per sostenere ActionAid Milano​ ed il progetto "L'Italia del futuro". Divertiti a teatro e realizza con noi il cambiamento!


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Divina

Abbiamo assistito alla prima assoluta per Milano dello spettacolo “Divina” al Teatro Martinitt e le prime parole che mi vengono in mente sono proprio: DIVINA! Sì perché l’interpretazione straordinaria dell’intramontabile Anna Mazzamauro non ha deluso assolutamente le aspettative, anzi, la sua bravura, la classe, l’eleganza e lo straordinario fascino hanno fatto si che gli occhi del pubblico fossero tutti per lei.

Ho adottato mio fratello

Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia degli ultimi anni - pigra, litigiosa e un po’razzista.

Divina

Con la straordinaria interpretazione dell’intramontabile Anna Mazzamauro, sbarca sul palcoscenico del Martinitt una prima assoluta per Milano. Una brillante commedia francese, riadattata dalla stessa Mazzamauro, che -tra ironia, veleno, rancore e vendetta, ma anche toccanti introspezioni- pone ancora una volta l’amletico dubbio: essere o non essere? Per Divina (e non solo) è tempo di gettare la maschera e quel che c’è dietro potrà non piacere…

Divina

La nuova commedia sembra cucita a pennello addosso alla personalità forte, esplosiva e dirompente di Anna Mazzamauro, che incarna alla perfezione il titolo e interpreta magistralmente il copione, da lei stessa riadattato. Una commedia glamour che racconta la solitudine di chi si perde dietro un altro se stesso, lo squallore dietro i lustrini, la trappola dell’effimero, l’ineluttabilità del vero essere.

Jena ridens - una rapina in diretta

A mano a mano che si procede nella commedia quelle che nel primo atto erano da parte del pubblico risate di consenso, nel secondo atto sono diventate più amare, perché si cominciava a capire il vero senso della commedia.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Consigliatissimo, dunque, questo spettacolo: ricco di sincera comicità, interpretato da attori all’altezza del compito che hanno ricevuto, molto attuale e coinvolgente per trama e temi. Da andare a vedere, con la speranza che anche l’edizione di quest’anno del Concorso Una commedia in cerca di autori, la quinta dalla nascita dell’iniziativa, porti frutti così buoni.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Un autore dovrebbe sempre considerare che le commedie, perché valga la pena siano ricordate, dopo aver fatto ridere devono anche far pensare. E qui si ride, ci si ritrova, si considerano le cose in prospettiva. La comicità muscolare non fa bene al cervello, la comicità di Bedda Maki ha invece sicuramente la stessa quantità di fosforo del pesce del quale parla.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Gli interpreti in scena tutti talentuosi e generosi nel regalarsi al pubblico, dal battagliero cuoco Franco Mirabella alla fidanzata insopportabilmente snob Roberta Azzarone, sino al temutissimo ed ironico critico Arturo Scognamiglio; un applauso ancor più vigoroso lo riserviamo però, in chiusura di sipario, alla straripante Caterina Gramaglia, una adorabile geisha decisamente sui generis, e all’ottimo Lorenzo Parrotto già in precedenza apprezzato su sentieri drammaturgici diversi, che scopriamo in questo frangente essere dotato di una vis comica trascinante e di un talento naturale anche per la commedia.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Il consiglio è di non lasciarsela sfuggire assolutamente: la scrittura di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano è giovane, tagliente e piccante al punto giusto, la regia di Roberto Marafante è garanzia di commedie di qualità doc, adatte a un pubblico trasversale di ogni età.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Una commedia godibile, leggera, ben scritta, che regala allo spettatore due ore di piacevole intrattenimento e allo stesso tempo di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo. La regia di Roberto Marafante è semplice, lineare, esperta e soprattutto capace d’esaltare le doti di ogni singolo attore e di costruire uno show agile, fresco e divertente e dotato di buon ritmo narrativo.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Agli attori, al regista e soprattutto ai due giovani autori della pièce va l’applauso del pubblico e il merito per una commedia che con una scrittura sapientemente comica e fluida, vola leggera sui problemi mai risolti tra il nostro Nord e il nostro Sud, sulla crisi delle attività commerciali, sulla cucina italiana DOC, sulla spasmodica ricerca del nuovo ‘a tutti i costi’, sull’improbabile culto del mondo degli chef e molto altro.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

La regia di Roberto Marafante amalgama bene gli interpreti. La seconda parte risulta più movimentata e puntellata con exploit tourettiani della Gramaglia, travolgente nei panni dell’impacciata nipposicula ricollocata a Milano.

Bedda Maki - come reSUSHItare il ristorante e vivere felici

Possiamo dire che tutta la commedia funziona e viaggia bene, su ritmi piacevoli e prevalentemente comici... La regia è firmata da Roberto Marafante, che ha fatto come sempre un buon lavoro, valorizzando ulteriormente un testo già di per sè assai piacevole. Ritmi serrati, tempi comici, belle gags e piccole trovate registiche arricchiscono la messa in scena.

Il matrimonio nuoce gravemente alla salute

Tra scenette esilaranti, flashback, rallenty e inserti di dialoghi con il pubblico ad interrompere la scena e a coinvolgerlo direttamente nella storia, questa divertente rivisitazione dei retaggi comuni sulla coppia va avanti scoppiettante e veloce.

Il matrimonio nuoce gravemente alla salute

Abbiamo assistito a un’opera fresca e divertente, che riflette problematiche attualissime, molto basata sugli equivoci, con qualche bel colpo di scena e anche sull’interazione con il pubblico, che serve a portare sul palco argomenti molto dibattuti...

Il matrimonio nuoce gravemente alla salute

La scrittura è sicuramente ben congegnata, ma due sono i valori aggiunti di questa messinscena: innanzitutto i quattro attori sul palcoscenico. Tutti bravissimi. Da ricordare in particolare (senza voler fare torto agli altri) Silvia Delfino, la futura moglie del nostro protagonista. È una vera rivelazione. (...) L’altro valore a cui facevamo riferimento è la regia di Massimo Natale. È riuscito a dare dinamismo e un ritmo sorprendente per tutto il tempo del racconto, senza mai scendere di tono.

Coniugi

In questi giorni c’è una commedia in programmazione al Teatro de' Servi che mi ha particolarmente colpito per le dinamiche comportamentali dei suoi personaggi che non perdono occasione di ammazzarsi con le parole come in una guerra all’ultimo sangue. “Coniugi” dell’autore franco-algerino Eric Assous ha il pregio e il difetto di non avere mezze misure, proponendo una storia che mette in discussione l’amore e l’amicizia per il potere del denaro.

Coniugi

In uno scenario in cui individualità, egoismo e opportunismo sembrano avere la meglio, qualcosa di positivo in effetti finisce col prevalere: l’amore. Sì, l’amore è l’unica cosa che non si lascia comprare. Ma qual è esattamente quell’amore capace di volare al di sopra degli interessi?

Coniugi

Lo spettacolo è davvero comico oppure tragicomico, surreale oppure fin troppo reale. Allo spettatore si lasci il compito di rispondere ma soprattutto rispondersi a certe domande che, come si diceva, mettono la coscienza all'angolo!

Coniugi

Un’analisi intensa e dettagliata sulla situazione matrimoniale che punta sempre di più all’individualismo e all’egoismo. Ma l’amore ha un prezzo? E noi quanto siamo disposti a pagare? Questo è ciò di cui si parla e che fa riflettere.

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